Non sono siciliano, e forse è proprio per questo che mi sono accorto di una cosa.
La Sicilia la conoscevo attraverso i libri.
L'avevo incontrata nelle pagine di Camilleri, nelle storie di Verga, nei racconti di Pirandello. Una terra piena di contrasti, di colori forti, di persone che parlano con il cuore prima ancora che con le parole.
Poi un giorno, a Roma, mi sono seduto a tavola da Un Angolo di Sicilia e quella Sicilia che avevo sempre immaginato ha iniziato ad avere un profumo.
Quando sono arrivati gli Strozzapreti ai Profumi di Sicilia, il nome mi è sembrato quasi una promessa.
Una di quelle promesse che spesso nei menu rimangono soltanto parole.
Invece no.
Il profumo della menta arrivava prima ancora del piatto. Le melanzane riportavano alla mente le estati del Sud. Il pesce spada aggiungeva quel sapore di mare che in Sicilia sembra essere ovunque, anche quando il mare non lo vedi, e il pomodoro pachino legava tutto con una semplicità disarmante.
Mentre mangiavo ho pensato a una cosa.
Gli scrittori siciliani hanno sempre raccontato la loro terra come qualcosa che non si può spiegare completamente.
Puoi descrivere il sole, il mare, i mercati, le piazze, ma c'è sempre qualcosa che sfugge alle parole.
Forse perché la Sicilia va vissuta, o forse perché va assaggiata.
In quel momento ho capito che la cucina siciliana non è fatta per stupire con effetti speciali.
È fatta per raccontare.
Racconta le dominazioni che hanno attraversato l'isola, racconta i pescatori, i contadini, le famiglie che si riuniscono la domenica attorno a una tavola rumorosa e generosa.
Ogni ingrediente sembra avere una storia da custodire ed è proprio questo che ho trovato in quel pranzo: non un semplice ristorante siciliano a Roma, ma un luogo capace di trasportarti altrove, dove la Sicilia vive nei suoi sapori, nei suoi profumi e nelle sue tradizioni. Un luogo in cui non viene imitata, ma ricordata.
E forse è questa la differenza più importante.
Perché quando sono uscito e ho ripreso a camminare per le strade di Roma, avevo ancora in mente il profumo della menta, il sapore del pesce spada e una frase di Camilleri che, in un modo o nell'altro, sembra accompagnare ogni viaggio verso la Sicilia:
Ci sono luoghi che, una volta incontrati, continuano a chiamarti.

Newsletter
Chi siamo
Una “grande “piazza” del confronto, della conoscenza, dell’ascolto e della cittadinanza attiva. Uno spazio aperto, libero e inclusivo nel quale idee, conoscenze e comunità, eventi, luoghi d’arte e storie diverse si incontrano per costruire dialogo, consapevolezza e partecipazione civile.


