Maratona Bullismo 2026. Lo sport come potente linguaggio educativo. Pieretti: “Città metropolitana in squadra con l’Osservatorio”

Maratona Bullismo 2026. Lo sport come potente linguaggio educativo. Pieretti: “Città metropolitana in squadra con l’Osservatorio”

Si è tenuta, dal 20 al 21 maggio a Roma, la seconda edizione della Maratona Bullismo, un evento promosso dall’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile, realizzato in collaborazione con Adnkronos.

Per due giorni Piazza Mastai (Trastevere) è stata la “Piazza del Rispetto”: un grande spazio pubblico dedicato alla conoscenza del fenomeno e ai temi della prevenzione, dell’inclusione, del rispetto delle regole, della gestione delle emozioni, del coraggio e della responsabilità.

Una due giorni intensa, aperta a scuole e cittadinanza, che ha animato Piazza Mastai di diverse iniziative: confronto dei giovani con i campioni dello sport, performance, intrattenimento, talk e panel tematici con rappresentanti istituzionali, università, terzo settore e media per affrontare, con il diretto coinvolgimento di ragazze, ragazzi e famiglie - i fenomeni del bullismo, del cyberbullismo e del disagio giovanile, con l’obiettivo di trasformare il disagio in energia positiva e i giovani in veri “Campioni di Vita”.


maratona bullismo 2

 

Come rappresentante istituzionale, oltreché in veste di atleta, ha partecipato la Consigliera delegata di Città metropolitana di Roma Alessia Pieretti, che, presso il Palazzo dell’Informazione, è intervenuta al panel su “Media, linguaggio e percezione”, dedicato all’analisi di come i media influenzano la percezione del fenomeno tra i giovani e nell’opinione pubblica, tra responsabilità narrativa, campagne di sensibilizzazione e uso positivo dei contenuti digitali:

“Bullismo, isolamento, fragilità emotiva, cyberbullismo e disagio adolescenziale non sono e non possono essere affrontati esclusivamente come drammi personali: la scuola, i media, la famiglia, le istituzioni hanno ciascuno la propria parte nel creare una rete stabile e sicura in cui, chi ha a che fare con tali difficoltà, possa ascoltare, orientare e tutelare non solo le vittime, ma anche gli aggressori. E già queste categorie, nella narrazione che si fa del fenomeno, non dovrebbero esistere.  La delicatezza dell’età adolescenziale, ma anche delle precedenti fasi di crescita nei ragazzi e nelle ragazze, sempre più esposti e poco “protetti” da contenuti di ogni tipo, richiede massima capacità di risposta, dove il primo imprescindibile passo è l’intercettazione di un bisogno e la giusta capacità comunicativa di fronte ad esso. In questo, lo sport, filo conduttore della manifestazione, oltreché collante sociale al pari di scuola, famiglia e istituzioni del territorio, diventa non solo metafora, azione positiva e antidoto al disagio, ma anche linguaggio educativo e formativo potente, capace di trasformare l’aggressività in risorsa, la disciplina in controllo delle emozioni, il lavoro di squadra come inclusione e condivisione degli obiettivi, dove si acquisisce rispetto di sé e dell’altro e dove le regole non sono gabbie, ma parte del gioco. Città metropolitana “fa squadra” con l’Osservatorio da tempo: nei giorni scorsi si è tenuta la festa finale del progetto finanziato dal nostro ente relativo alle “Blue Box”; progetto che ha portato questi dispositivi di primo ascolto – realizzati dalla Dedem Spa e installati all’interno delle cabine per fototessera - nei comuni di Monterotondo, Mazzano Romano, Velletri e Zagarolo, accanto a incontri tra i più giovani ed esperti e sportivi sul tema del rispetto e dell'ascolto, volti a contrastare il fenomeno del Bullismo e del Cyberbullismo. Con la nostra convinta partecipazione a questa iniziativa, ribadiamo l’impegno di Città Metropolitana e del Sindaco Gualtieri a essere parte attiva del lavoro collettivo sulla prevenzione e il contrasto a questo fenomeno”.

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